In un vecchio articolo abbiamo introdotto la curva forza-tempo (Il deficit di forza esplosiva). In questo articolo andremo a fare un’analisi pratica per capire come utilizzare i dati ricavati.
Come esempio prendiamo il sollevamento di un peso libero in una data posizione. Il grafico risultante sarà come quello mostrato in figura.

Andiamo ora ad analizzare i vari punti:
- forza iniziale;
- forza di accelerazione;
- tasso di sviluppo della forza;
- forza esplosiva;
- forza massima;
- forza resistente;
- forza di decelerazione.
La forza iniziale si riferisce alla capacità di accumulare forza il più rapidamente possibile una volta iniziata la contrazione muscolare, ed è sempre prodotta in azioni isometriche. Se il carico è elevato la pendenza iniziale della curva è piccola ed il tempo impiegato per produrre il movimento è prolungato. Questo richiede la qualità motoria forza resistente statica.
La forza di accelerazione è la capacità del muscolo di accumulare forza il più rapidamente possibile in condizioni dinamiche quando la contrazione è iniziata. La forza esplosiva è la capacità di esprimere la massima forza in un tempo minimo.

Supponiamo di voler utilizzare le informazioni della figura per confrontare la prestazione di due atleti in un gesto sportivo. Le curve forza-tempo ottenute mostrano questi dati:
- l’atleta A mostra una forza massima minore e produce forza per un periodo minore di tempo, ma riesce a generare maggior forza nel tratto 0-T2;
- l’atleta B riesce a generare livelli superiori di forza massima ed è in grado di sostenerli più a lungo, ma mostra livelli di forza inferiori nel tratto 0-T2.
Il tratto 0-T2 rappresenta il tasso di sviluppo della forza (RFD). Questa qualità è essenziale in tutti gli sport che implicano salti e lanci, come i giochi sportivi e l’atletica leggera. Se lo sport praticato richiede alti livelli di forza esplosiva, ogni allenamento diretto al miglioramento della forza massima e dell’ipertrofia non produrrà i risultati sperati.
Se invece lo sport richiede elevati livelli di forza massima, l’atleta A risulta svantaggiato e gli allenamenti devono essere indirizzati all’aumento della forza massimale. Questa situazione riguarda sport come wrestling, powerlifting e rugby.
L’analisi della curva forza-tempo svolta in questo modo mostra i limiti dei classici dinamometri isometrici e isocinetici, poiché essi non sono in grado di valutare il tasso di sviluppo della forza. La sola valutazione di forza massima isometrica è inutile per la valutazione funzionale della prestazione.